| 21/06/09 18.07 | |
| La gotica Ritrovata | |
| La Campagna d'Italia 1944-1945 - La Linea Gotica - Gothic Line - Goten Stellung | |
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UN RITROVAMENTO PARTICOLARE…
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E’ un caldo pomeriggio di settembre del 2008 vicino a Loiano sull’appennino Bolognese quando il metal di Marco segnala la presenza di qualcosa di veramente grande sotto ai suoi piedi, inizia a scavare e più affonda nel terreno più il suono di fa intenso, ma è tardi ormai per proseguire lo scavo così richiude la buca senza trovare niente. Marco mi avvisa della sua scoperta. Il sabato seguente siamo in due attrezzati per il “lavoro”. Dopo un paio d’ore di “pala” troviamo i primi reperti, sono lamiere verde U.S.A. è il sedile della willys jeep, alcune bottiglie e barattoli. << Bene ci siamo è una buca americana piena di spazzatura non bruciata>>, come invece erano solito fare i soldati per evitare il propagarsi di malattie infettive. Ormai abbiamo raggiunto il metro di profondità e di diametro, ma è già sera e la buca da richiudere (usi e costumi da rispettare sempre!). Non ci arrendiamo e il sabato successivo c’è anche Bruno con noi a scavare e a breve raggiungiamo la profondità della volta precedente. Affiorano altre lamiere, ma non verdi, bensì rosa o camo. Materiale tedesco? Alla vista di quest’ultimi reperti svanisce la stanchezza e acceleriamo gli scavi. Si delinea una sagoma, riconosciamo un vano motore con all’interno ancora i cavi per l’impianto elettrico e ai lati due sportellini ovali, sembrano prese d’aria e più in basso la traversa del paraurti. Proviamo ad allargarci, ma quel terreno argilloso non ci rende l’impresa facile. Appare il parabrezza, proseguiamo e vengono alla luce delle cerniere che scopriamo essere quelle degli sportelli dove ci sono ancora impresse scritte color nero. Notiamo una sporgenza sul muso. Bruno inizia a pulire l’oggetto, è un faro da guerra ancora solidamente ancorato nel suo alloggio. Lo pulisce con dell’acqua e appare un marchio ben preciso, è un faro NOTEK!. Chiaramente si tratta della cabina di un mezzo tedesco. Ma quale? Decidiamo di immortalare quella meravigliosa scoperta con una foto scattata dal cellulare di Bruno. Rimuoviamo il faro e con sgomento richiudiamo la buca per la terza volta.
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Bruno non impiega molto tempo ad identificare il mezzo, un RSO RAUPENSCHLEPPER OST! Molto raro in Italia. Le lamiere della cabina sono ancora solide e ben conservate, è un peccato lasciarlo là sotto! Vogliamo riportare alla luce quel bel pezzo di storia in modo che possa essere visto da tutti, in qualche museo o esposto vicino al luogo del ritrovamento come testimonianza degli eventi bellici passati. Ma come facciamo? Potremmo andarci di nascosto senza chiedere permesso a nessuno, ma siccome siamo persone civili e rispettose, come la maggior parte delle persone che condividono con noi questa passione, decidiamo di fare le cose per bene. Chiediamo il permesso al proprietario, lo stesso che da bambino ha visto seppellire questa cabina dai soldati americani. Alla fine otteniamo il consenso, ma è già pieno inverno e dobbiamo aspettare la bella stagione. Inoltre il proprietario ci ha detto che tempo fa allontanò in malo modo delle persone che con uno scavatore stavano bucando il terreno senza permesso. Non siamo soli a cercare “qualcosa” in quel posto. I giorni passano, finalmente arriva la primavera e il tempo migliora, abbiamo trovato uno scavatore, attrezzi per il sollevamento, macchine fotografiche, cinepresa e stabiliamo anche la data per il recupero. Il 15 marzo 2009 il tempo è ottimo e il terreno è asciutto. |
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| Siamo pronti. In breve tempo raggiungiamo la profondità della cabina, ma andiamo cauti per non rovinare niente. Ecco che la benna sfiora una lamiera, ma non è come l’abbiamo lasciata, è contorta ed arrugginita poi un’altra lamiera molto rovinata, non capiamo bene cosa è successo eppure il punto è questo, ne siamo certi. Proseguiamo lo scavo e appaiono i cavi elettrici a noi già noti. Cosa è successo alla cabina? All’improvviso ricordiamo ciò che il proprietario ci aveva detto riguardo alle persone che ha visto scavare senza permesso. Immediatamente ci è chiara la situazione. Svanisce per sempre il nostro sogno di vedere esposto quel reperto. Chi ha compiuto quello scempio? Chi è riuscito a distruggere in pochi attimi quello che neanche il tempo è riuscito? Ci ripenso, forse è meglio non sapere il nome di chi… senza permesso ha agito in tale modo! | ||
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| Comunque notiamo che il “barbaro” non è andato in profondità infatti sotto le lamiere il terreno appare ancora compatto e con tanta amarezza e delusione proseguiamo lo scavo. Fortunatamente recuperiamo ottimi reperti tra cui due ruote dei cingoli del mezzo ancora perfettamente conservate. | ||
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Una delle Ruote, perfettamente restaurata, mostra lo spettacolare mimetismo del mezzo tedesco
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Anche il Faro oscurato "Notek" ha mantenuto i suoi colori originali |
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Ripenso a come saremmo stati orgogliosi io e i miei compagni nel vedere quel raro pezzo restaurato ed esposto alla vista di tutti, ma per colpa di certe “persone” un raro mezzo tedesco è andato perso per sempre. |
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