24/05/05 20.51

La gotica Ritrovata
La Campagna d'Italia 1944-1945

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Riapre il Centro di Documentazioni _Winter Line di Livergnano

24 e 25 Aprile...noi c'eravamo!

Annunciato dalla stampa ( potete ritrovare l'articolo qui ), Umberto Magnani ed il buon Salvatore , alla presenza del Sindaco, riaprono ufficialmente il museo storico che espone foto, documentazioni e materiale originale ritrovato localmente.

I locali, all'interno di una delle vecchie botteghe (era l'officina di un fabbro) sono incastonati nella roccia del contrafforte pliocenico, danno un' atmosfera particolarissima all'esposizione.Grazie alle pareti di roccia scavata a vivo e non intonacata è stato possibile ricreare ambientazioni simili ai tanti bunker di roccia scavati nella Linea Gotica

Il materiale, selezionato dalla grande quantità disponibile, è stato mostrato ad una notevole affluenza di pubblico, complice anche le due belle giornate di sole.

In uno degli anfratti della grotta è stata ricostruita una stazione ricevente tedesca, come poteva trovarla un visitatore sessant'anni fa! ( ne vedete una foto a sinistra )

Tra il materiale esposto , vi erano anche due bacheche di una selezione del materiale fotografato nel Libro La Gotica Ritrovata.

 

Di particolare interesse nella mostra le foto che, scattate da militari americani subito dopo lo sfondamento della Linea difensiva, illustrano lo stato di distruzione del paese e della sede del museo.

Da testimonianze locali, nella grotta che ospita la mostra vi era un carro semovente tedesco ( dagli indizi presenti potrebbe essere stato verosimilmente un Nashorn ) che utilizzava la grotta come rifugio uscendo per brevi ma micidiali sortite. La storia riporta che il carro fu sorpreso da un terribile bombardamento ( nel corso della giornata furono sparate 24.000 granate su Livergnano !) e spinto nel greto del Savena dai buldozer americani dopo lo sfondamento...sicuramente non era più neppure riconoscibile come carro, ed il fabbro che occupò gli attuali  locali del museo aveva tra i rottami ferrosi diverse maglie di cingolo, i collettori di scarico del motore, parti dei piastroni della sovrastruttura, oltre a diversi palanchini che probabilmente aiutavano i serventi a piazzarlo.Speriamo sia possibile mostrarli al pubblico in una successiva mostra.

 

Chi invece ebbe un incontro ravvicinato con un Panzer Mk IV ( come egli stesso ricorda ) fu in Lt. Mel Buschman, comandava il primo plotone della Company C, 361st regiment della 91st American Division, quando se lo trovò di fronte vicino alla chiesa. Il Carro tedesco stava decimando i suoi uomini...per salvarsi da una cannonata fu costretto a gettarsi fuori dalle finestre dell'edificio dove si trovava, ma il volo dal terzo piano gli fratturò le gambe! Sempre sotto il fuoco, riuscì a trascinarsi fino alle proprie linee...

Sono passati sessant'anni ma il sorriso sornione e' sempre quello! Grazie alla sua cortese disponibilità e' stato possibile chiacchierare con questo reduce e accompagnarlo nelle zone limitrofe, dove ha potuto osservare di nuovo i boschi che gli avevano fatto da casa nel freddo inverno del 1944-45, sulla Winter Line...

 Un ultima foto per immortalarci con Umberto, vero "Deus ex machina" del Centro di Documentazione, ringraziamo anche sua moglie Patrizia (ottima cuoca! ) e il suo gentilissimo figlio Jacopo che ha scattato alcune foto per noi. Infine un ringraziamento doveroso a quella forza della natura di Salvatore, braccio destro di Umberto e grande appassionato ricercatore.

 

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